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Aglio Orsino

UNA PREZIOSA RICETTA PRIMAVERILE

Tra le piante che amo
raccogliere in primavera ce ne è una
ai sentori di aglio che si dice sia la preferita degli orsi al
loro risveglio.
Immagino abbiate già capito di quale pianta si tratta;
stiamo parlando del buonissimo Aglio Orsino.

Oggi voglio condividere con voi la mia ricetta per fare un pesto all’aglio orsino da leccarsi i baffi.

ALLIUM URSINUM

L’aglio orsino è una pianta presente in tutte le regioni d’Italia salvo che in Sardegna.
Cresce nei boschi di latifoglie in siti ombrosi ed umidi, formando popolamenti densi soprattutto nelle vallecole umide, su suoli freschi e ricchi in humus, dal livello del mare agli 800 m.

Tutte le specie di Allium possiedono diverse proprietà medicinali e bulbi e foglie sono
commestibili Il nome generico, già in uso presso i Romani, deriva da una radice indoeuropea che significa ‘caldo’, ‘bruciante’, per l’odore e sapore pungenti dei bulbi; il nome specifico significa ‘degli orsi’.

L’appellativo orsino deriva dal fatto che il suo bulbo risulta essere molto apprezzato dagli orsi che, uscendo dal lungo letargo invernale, se ne cibano per riacquistare le forze e rimuovere le tossine dal proprio corpo.

Ogni parte dell’aglio orsino è commestibile, il bulbo i fiori e le foglie.
Per la nostra ricetta raccoglieremo le foglie nel periodo prima della fioritura, quando
ancora sono tenere e non fibrose.
Il periodo di raccolta va da metà Marzo a fine Maggio .

Ogni volta che divulgo qualcosa inerente alla raccolta delle piante, mi piace ricordare che non dobbiamo essere avidi.

Quando individuiamo la pianta che ci occorre, fermiamoci e osserviamo per qualche momento la natura che ci circonda.

Cerchiamo di comprenderne gli equilibri: è molto importante osservare e rimanere presenti in noi stessi, fino a percepire una connessione diretta con il territorio circostante.

Se riteniamo che sia possibile raccogliere, facciamolo con gratitudine e rispetto, prendendo solo il necessario per le nostre preparazioni.

La natura è molto generosa, se trattata con cura.

Raccogliamo solo le foglie più tenere, lasciando il bulbo nel terreno, cosicché l’anno seguente possa ricrescere una nuova pianta.

Se non avete esperienza nel riconoscimento delle piante, raccogliete un paio di foglie, esaminatele accuratamente, odoratele e, se avete qualcuno a cui chiedere, rivolgetevi a lui. Imparate così, di volta in volta, a riconoscere la natura che ci circonda.
Considero la foglia di aglio orsino abbastanza semplice da riconoscere, ma vi è comunque il rischio di confonderla con delle piante che ad un occhio inesperto potrebbero risultare simili.
La foglia dell’aglio orsino può essere confusa con Il colchico d’autunno (conosciuto anche come falso zafferano), che contiene un potente veleno, la colchicina, altamente tossica. Isintomi di avvelenamento comprendono nausea, shock, intontimento, forte stimolo a urinare, crampi, elevata sudorazione, coliche, diarrea sanguinolenta, aumento della frequenza cardiaca e paralisi respiratoria.

Per non confonderlo con il colchico, analizzate le piccole differenze tra le due piante:

  • Aglio orsino: possiede uno stelo sottile che si distingue chiaramente dalle foglie, che sono peduncolate e di forma ellittica. Soprattutto, ha un forte odore di aglio, che
    rimane anche sulle dita.
  • Colchico: le foglie crescono direttamente dal tubero senza stelo (sessili), sono di forma lanceolata, prive di peduncolo e inodori.

Controllate quindi foglia per foglia.
Fate attenzione anche a non confondere l’aglio orsino con il mughetto, una pianta che vive in habitat simili ma che contiene principi attivi molto tossici.
Nel mughetto le foglie sono inserite a diverse altezze sul fusto.

Pesto di Aglio Orsino

Questa ricetta è tra le mie preferite per la preparazione del pesto all’algio orsino, e può essere usato spalmato in del pane o dei crostini, come sugo di accompagnamento per verdure, formaggi, uova o carni, oppure come sugo per la pasta.

Ingredienti:

 

    • 250 g di foglie di Aglio orsino
    • 150 ml di olio di oliva
    • 60 g di mandorle o nocciole o noci o mix
    • 50 g parmigiano o pecorino
    • Acqua se necessario

Preparazione:


1.  Controllare, selezionare e lavare accuratamente le foglie di aglio orsino, avendo cura di eliminare quelle diverse e di  rimuovere eventuali insetti.

2.  Sbollentare le foglie di aglio orsino per 40 secondi, raccogliendole con una schiumarola e conservando l’acqua di cottura. Trasferirle subito in acqua fredda per fermarne la cottura.

3.  Strizzare bene le foglie formando una palla, quindi tagliarle a pezzetti con un coltello.

4.  In una padella tostare le noci o la frutta secca desiderata (io utilizzo ciò che ho in casa, ma il mix di noci, mandorle e nocciole è quello che preferisco).

5.  Porre tutti gli ingredienti (formaggio, olio, frutta secca e foglie) in un mixer, oppure in una ciotola alta e stretta, e frullare con un frullatore a immersione.

6.  Se il composto risulta troppo secco e denso, aggiungere un po’ di acqua di cottura delle foglie fino a ottenere la consistenza desiderata.

7.  Si può conservare in frigorifero per qualche giorno oppure in vasetti di vetro, porzionato, in freezer fino all’anno successivo.

Fermiamoci, osserviamo per qualche momento la natura che ci circonda e la natura interiore. Cerchiamo di comprenderne gli equilibri: è molto importante osservare e rimanere presenti in noi stessi, fino a percepire una connessione diretta con il territorio circostante.

Un caro saluto. Buona Raccolta e Buon Appetito

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