UN RIMEDIO ANTICO FACILE DA PREPARARE
Uno dei primi rimedi naturali che ho imparato a preparare è stato l’oleolita di iperico. Un rimedio semplice da realizzare, bello da vedere e soprattutto utile da avere nella propria “farmacia” domestica.
Oggi voglio condividere con voi un modo per autoprodurre un medicamento davvero prezioso: l’oleolito di iperico…
HIPERICUM PERFORATUM
FAMIGLIA: Guttifere
SIMBOLOGIA PLANETARIA: Sole
PARTI UTILI: Sommità fiorite
PERIODO BALSAMICO: Giugno-Luglio
PRINCIPALI COSTITUENTI: Olio essenziale, flavonoidi, rutina, quercitina, ipericina, iperina, iperforina, vitamina C, carotene, sostanze antibatteriche.
PROPRIETA’ MEDICAMENTOSE: Cicatrizzante, antiinfiammatorie, antisettiche, decongestionanti, digestive, sedative, antidepressive.
IMPIEGO TERAPEUTICO: Ustioni, ulcere della pelle, abrasioni, piaghe di vario tipo (uso esterno).
Un fiore noto fin dall’antichità per le sue proprietà curative. L’iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni, fiorisce attorno al 24 giugno, periodo in cui tradizionalmente viene raccolto.
Nel tempo è stato utilizzato nei riti propiziatori legati al solstizio d’estate, nelle preparazioni dei guaritori e come simbolo di protezione. Una pianta che porta con sé non solo proprietà, ma anche storie e significati profondi.




Nell’antica Grecia veniva utilizzato oltre che per le sue proprietà medicamentose anche come pianta apotropaica, capace di allontanare il male se bruciato, oppure come amuleto se indossato.
Una leggenda racconta che l’iperico nacque dal sangue del titano Prometeo, che rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini. Per questo fu punito, incatenato a una roccia, dove ogni giorno un’aquila gli divorava il fegato, che durante la notte si rigenerava. Dalle gocce del suo sangue, cadute sulla terra, nacque questa pianta.
Con l’avvento del cristianesimo, l’iperico entra a far parte del simbolismo della festa di San Giovanni Battista, celebrata il 24 giugno, pochi giorni dopo il solstizio.
La pianta viene riscoperta e riconsacrata: se nel mito pagano era il sangue di Prometeo, ora diventa il sangue di San Giovanni Battista che guarisce e che protegge. Raccoglierla all’alba del 24 giugno garantiva il massimo della sua potenza.
Preparazione
Raccogliete i fiori di iperico, preferibilmente attorno al 24 giugno, come da tradizione.
Puliteli sommariamente, eliminando eventuali steli e foglie, e inseriteli in un vaso.
Ricoprite completamente con olio (di oliva, di semi o di mandorle dolci — tenendo conto che quest’ultimo irrancidisce più facilmente).
Esponete il vaso al sole, coperto con un telo di cotone, per circa 30 giorni. Mescolate di tanto in tanto e ritiratelo la sera o in caso di pioggia.
A macerazione conclusa, eliminate eventuale acqua in superficie e filtrate l’olio in contenitori adatti, etichettandoli con la data.
Noterete che l’olio sarà diventato di colore rosso rubino intenso.
Utilizzo e proprietà
L’oleolito di iperico è un ottimo rimedio per scottature, ustioni ed eritemi solari. È utile per lenire la pelle arrossata, favorire la rigenerazione cutanea e contrastare l’invecchiamento della pelle.
Ottimo anche come doposole, ma non va utilizzato prima dell’esposizione, poiché è fotosensibilizzante.
Precauzioni:
Non associare l’iperico ad antidepressivi o anticoncezionali. Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e durante l’allattamento. Può interferire con alcuni farmaci e aumentare la sensibilità al sole.
Io ne preparo sempre in abbondanza: in parte per la mia predisposizione a scottarmi, in parte perché è un rimedio davvero utile… e perché mi piace regalarlo a chi apprezza le preparazioni naturali.
